domenica 9 ottobre 2011

tra cielo e terra, tu.


Tra Cielo e Terra, tu.

Tornare come Pagana nel Limbo dove tacciono le voci, 
nel caldo della sera, della notte, del silenzio. 
Piccola mia foglia, anima mia, 
io mi perdo come albero nel verde della tua unica stagione, ferma, lì, come una fotografia. 
Fermo il tuo respiro, fermo il tuo cuore, ferma la tua ecografia, in un momento di bocciolo per sempre appeso, come il mio cuore pensando a te.
Appesa, come la lacrima d'inverno, d'estate, in primavera e autunno, una lacrima che non ha stagioni, e le ha tutte, come te, in fondo. 
Meriti di più. Meriti di più che essere liquidato come chi è rimasto troppo piccolo per  essere visto, per essere sentito, per essere.
Tu sei.
Tu sei dentro di me, tu sei nel vento che soffia d'estate,  sei nei fiori colorati, nel mare calmo della sera... tu sei nelle mie Stanze.
Hai un posto, che è solo tuo, un posto senza tempo, come il mio dolore, come le mie lacrime, ma anche come il mio amore, i miei pensieri ...
anche tu hai il tuo orsacchiotto da abbracciare, te l'ho dato io, insieme al mio sangue, al mio ventre, e alla vita che non ho potuto darti.
Tu sei la mia foglia caduta, cullato nel mio diario come un pensiero d'amore, stellina che brilla da lontano, dolcissimo carillon senza tempo…
Per una mamma  tutti i figli sono uguali, per una mamma tutti i figli sono un canto… tra una ninna nanna e un pianto.






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